BIOGRAFIA

L’incontro col teatro avviene in ambito universitario. Dopo li liceo classico si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, dove sostiene circa sedici esami...
Non vi preoccupate, dice lui non mi sono laureato.
All’inizio degli anni sessanta l’Università La Sapienza promuove delle attività parallele al normale corso di studi. Tra queste si cerca di recuperare il glorioso CUT (Centro Teatrale Universitario). Una scuola di teatro alternativa all’Accademia Nazionale Silvio D’Amico nella quale si formano diversi futuri attori e registi. Al CUT non c’è un solo metodo d’insegnamento. I docenti sono dei teatranti che trasmettono la propria disciplina e la propria esperienza. Tra questi, Giancarlo Cobelli, che insegna mimica all’Atenco e con lui ebbe il vero e proprio debutto nel novembre del 1963 nel teatro-cabaret, all’Arlecchino di Roma ora Teatro Flaiano, con IL CAN-CAN DEGLI ITALIANI per i quali compose le musiche, diretto da Giancarlo Corbelli. Sono diventati una piccola leggenda quei dieci minuti, non undici, nei quali musicò dei versi di Ennio Flaiano. Si distingue immediatamente per la forza scenica e per la molteplicità di risorse. Con lo stesso Cobelli nel 1964 prende parte allo spettacolo LA CASERMA DELLE FATE. Nello stesso anno recita negli UCCELLI di Aristofane, dove da membro del coro viene chiamato a sostituire Paolo Poli nel ruolo dell’Upupa, e in ROMOLO IL GRANDE di Durrenmatt con Mario Scaccia entrambi diretti da G. De Martino.

Nel frattempo coltiva una passione musicale fondamentale e mai smessa, determinante per la sua carriera. Canta, suona la chitarra, compone. Una passione che diviene sempre più anche un lavoro. È l’epoca d’oro dei night club e delle sale da ballo. Qui si cimenta con un repertorio musicale eterogeneo, che spazia dal genere popolare italiano alla grande musica d’importazione, passando per la moderna canzone d’autore. Tra tanti musicisti, alcuni diverranno famosissimi, conosce Lello Arzilli, un amico insostituibile, un riferimento di sempre.

Nel 1965 lo Stabile di Roma costituisce la Compagnia Sperimentale. Proietti ne fa parte lavorando nella commedia L’ARBITRO di G. Pistilli diretta da G. Magliulo, nel RE CERVO di Gozzi con A. Foà diretto da A. Camilleri e nel MERCANTE DI VENEZIA di Shakespeare con Paolo Stoppa e la regia di Ettore Giannini.

Si propone altresì una nuova drammaturgia italiana. Per Proietti sono anni d’oro, nei quali affina la propria cultura e i propri mezzi tecnici con una attenzione quasi maniacale. Frutto di quest’esperienza sono spettacoli come DIREZIONE MEMORIE di C. Augias del quale nel ’68 interpreterà anche RIFLESSI DI CONOSCENZA, con la regia di Calenda, LE MAMMELLE DI TIRESIA di Apollinaire. Grande successo fu il DESIDERIO PRESO PER LA CODA unico capolavoro teatrale di Picasso, diretto sempre da Calenda. Sempre al “CENTOUNO” si proposero testi di Pinter, di Beckett, di Grass. Proietti perfeziona sempre più la sua personale disciplina vocale e fisica confrontandosi con la musica jazz, contaminando la tecnica dell’attore con quella dei jazzisti. Tra il ’67 e il ’68 prende parte anche a IL TUBO E IL CUBO di A. Frassineti con la regia di M. Prosperi e alla CELESTINA di F. De Rojas diretta da Calenda.

Dal 1967 inizia anche a lavorare al cinema, partecipando a L’APPUNTAMENTO di S. Lumet, LA MATRIARCA di P. F. Campanile, UNA RAGAZZA PIUTTOSTO COMPLICATA di D. Damiani.

Nel 1968 incontra Tinto Brass col quale comincia a collaborare ad alcune sceneggiature cinematografiche. Ne nasce L’URLO, di cui è protagonista e co-autore. Nel 1970 reciterà anche in DROP-OUT di Tinto Brass, insieme a V. Redgrave e F. Nero.

Con lo Stabile dell’Aquila nel 1969 è protagonista di CORIOLANO di Shakespeare, sempre diretto da Calenda. Lo spettacolo viene presentato all’estate teatrale di Verona e al Teatro Romano di Ostia Antica.

La collaborazione con Calenda e con lo Stabile de L’Aquila culmina nella stagione ‘69-‘70 con l’allestimento di OPERETTA di W. Gombrowitz. Per questo spettacolo compone anche le musiche insieme a Fiorenzo Carpi.

La scelta di mettere in scena CORIOLANO e OPERETTA si rivela particolarmente ardua sia per le difficoltà intrinseche alla realizzazione, sia per la natura fortemente politica dei testi. OPERETTA in special modo mette in risalto il conformismo borghese non lesinando su quello più rivoluzionario, marxista. Ce n’è per tutti e lo spettacolo crea delle fratture.

...IL CIRCOLO PICKWICK tratto da Dickens diretto da Ugo Gregoretti col quale molto collaborerà in seguito, IL SOCIO di A. Prieto diretto da A. G. Maiano, LA PRESIDENTESSA di F. Enriquez...

Nel 1970 accetta la proposta improvvisa di Garinei e Giovannini, di sostituire Modugno e interpretare accanto a Renato Rascel la commedia musicale ALLELUJA BRAVA GENTE al teatro Sistina. La storia è ambientata alle soglie dell’anno Mille. Rascel e Proietti sono rispettivamente Ezzelino e Ademar, due voltagabbana che con reliquie e rimedi gabellano la vita eterna. Il successo di questa interpretazione è straordinario. Proietti recita, canta e balla con esiti travolgenti. Il grande pubblico lo acclama, la critica lo ricopre di elogi. Si lega a questo spettacolo per due stagioni ottenendo dappertutto riscontri da capogiro. Vince la “Maschera d’Argento”. Questo musical, di cui si realizza anche un disco, costituisce per Proietti una svolta fondamentale. In un teatro indubbiamente più popolare, in un circuito più ufficiale, scopre l’importanza di quell’elemento fondamentale che è il pubblico. Da allora il pubblico lo riconosce come uno dei migliori attori italiani, il più completo. Alcuni lo paragonano a Gassman, di cui sembra incarnare la forza scenica, l’essere proteiforme, la naturalezza espressiva unità a un virtuosismo senza pari. Luigi Proietti a trent’ anni, dopo esperienze molteplici che vanno dal teatro cabaret alla prosa classica, dall’avanguardia al musical, sembra essere il continuatore diretto della tradizione del grande attore del novecento. Ma siamo ancora agli inizi.

Contemporaneamente lavora al cinema in diversi film di successo. Nel 1970 si distingue per tre incisive caratterizzazioni nel BRANCALEONE ALLE CROCIATE di M. Monicelli con V. Gassmann. Recita in BUBÙ DI MONTPARNASSE di M. Bolognini.