BIOGRAFIA

Nel ’71 insieme a S. Loren lavora ne LA MORTADELLA di M. Monicelli e nel film GLI ORDINI SONO ORDINI di F. Giraldi.

Nel ’72 è protagonista di MEO PATACCA di M. Ciorciolini.

Nel ’73 un’altra particolare caratterizzazione nel film LA PROPRIETÀ NON È PIÙ UN FURTO di Elio Petri.

È Cavaradossi nella TOSCA di Gigi Magni dove recita con Monica Vitti, Aldo Fabrizi e ancora con Gassmann. In questo film per la prima volta canta NUN JE DA RETTA ROMA di Trovaioli, canzone che diverrà quasi una sigla dei suoi spettacoli futuri.

Alla morte di Anna Magnani l’Associazione fra i Romani istituisce un Premio dedicato alla grande attrice scomparsa che viene assegnato al giovane Luigi Proietti quale migliore interprete.

Nel 1974 col Teatro Stabile dell’Aquila è co-protagonista insieme a Carmelo Bene de LA CENA DELLE BEFFE diretta da Carmelo Bene stesso. Lo spettacolo approda al Teatro Sistina di Roma. Fu un edizione storica della commedia di Sam Benelli nella quale Proietti sosteneva il ruolo di Neri e Carmelo quello di Giannetto.

Sempre nel ’74 torna in televisione con un personale show in quattro puntate: SABATO SERA DALLE NOVE ALLE DIECI. Qui riesce a proporre al pubblico televisivo le sue doti di artista esplodente eppure tanto misurato. Per questo spettacolo si avvale della regia di Ugo Gregoretti. Lo stesso Gregoretti gli propone subito dopo LE TIGRI DI MOMPRACEM dove interpreta un personalissimo Sandokan che gli vale dalla critica una nota per la sua “straordinaria versatilità e il suo talento”.

Ancora nel ’74 è protagonista di un film molto importante di Alberto Lattuada: LE FARÒ DA PADRE. Vi interpreta il ruolo di un uomo che rapisce una bambina down e finisce per innamorarsene.

Per la televisione realizza FATTI E FATTACCI uno show in quattro puntate scritto con Roberto Lerici e diretto da Antonello Falqui. Questo varietà è un’ennesima conferma delle sue qualità. Avvalendosi della presenza di Ornella Vanoni girovaga alla maniera dei comici attraverso l’Italia dello spettacolo e della canzone. FATTI E FATTACCI vince la Rosa d’Oro al Festival di Montreaux in Svizzera.

Nel 1975 lavora in cinema nei films: CONVIENE FARE BENE L’AMORE di P. F. Campanile, dove fa la parte di uno scienziato del Duemila; CHI DICE DONNA DICE DONNA di T. Cervi; BORDELLA di Pupi Avati; L’EREDITÀ FERRAMONTI di M. Bolognini, che viene presentato a Cannes, film dove recita insieme a A. Quinn e D. Sanda; LANGUIDI BACI, PERFIDE CAREZZE di A. Angeli.

Il cinema non viene messo da parte. Nel 1976 è protagonista di una pellicola destinata ad avere un inaspettato successo postumo: FEBBRE DA CAVALLO con la regia di Steno. Il film diventa un cult-movie e la sua interpretazione di Mandrake, uno sfrenato scommettitore di corse di cavalli, è una delle più azzeccate. Accanto a lui, tra gli altri, anche Montesano e Carotenuto.

Nel 1977 partecipa a CASOTTO di Sergio Citti. Un film corale con un cast formidabile. Tra gli altri Stoppa, Tognazzi, Placido, e la giovanissima Jodie Foster.

Insieme a Vittorio Gassman viene chiamato da R. Altman nel film UN MATRIMONIO. Il pubblico e la critica americani rimangono molto colpiti dall’interpretazione dei due attori italiani.

Partecipa all’edizione televisiva dell’EDIPO RE di Eschilo diretto e interpretato da Gassmann, nel ruolo del messaggero.

Insieme a Vittorio Gassman viene chiamato da R. Altman nel film UN MATRIMONIO. Il pubblico e la critica americani rimangono molto colpiti dall’interpretazione dei due attori italiani.

Partecipa all’edizione televisiva dell’EDIPO RE di Eschilo diretto e interpretato da Gassmann, nel ruolo del messaggero.

Nel ’76 vince nuovamente il Premio Anna Magnani per le sue interpretazioni cinematografiche.

Il 1976 è un anno determinante per la sua carriera e in qualche modo per la storia dello spettacolo italiano. Insieme a Roberto Lerici aveva concepito e sperimentato uno spettacolo dal titolo provvisorio SERATA in cui era in scena insieme a una piccola orchestra. Vi era inserito un pezzo, scritto da Lerici, in cui un mago illusionista citava una formula che sarebbe diventata un titolo. A ME GLI OCCHI debutta ufficialmente a Sulmona su invito dello Stabile dell’Aquila nel maggio del ’76. Qualche tempo dopo approda al Teatro Tenda di piazza Mancini gestito da Carlo Molfese in sostituzione di un altro lavoro. Sarebbe dovuto restare pochi giorni...vi restò per tre anni consecutivi. A ME GLI OCCHI a cui si sarebbe aggiunto poco dopo il conciliante PLEASE, ottiene un successo di pubblico unico nella storia dello spettacolo del Novecento. Il Teatro Tenda nasce con l’intenzione di sdoganare il teatro dalle pastoie borghesi e dalla supponente intellighenzia, restituendo il teatro alla gente e la gente al teatro. Ci riesce in pieno proponendo una grande varietà di spettacoli, di artisti più o meno conosciuti nazionali e internazionali. Ma in Proietti e nel suo spettacolo il Teatro Tenda trova l’identificazione e il riferimento più completi. Il grande Eduardo disse ....”finalmente qualcuno continua”.

A ME GLI OCCHI oltre ad ottenere un successo popolare enorme, in un periodo, gli anni di piombo, in cui la gente è tutt’altro che invogliata a uscire di casa, si configura come una proposta fortemente innovativa che prende le mosse da una coraggiosa riflessione sul ruolo dell’attore. Proietti recupera e rivoluziona la tradizione eroica dell’attore mattatore, tentando la coabitazione di segni teatrali diversi, all’apparenza inconciliabili. Riesce perfettamente in questo intento e inventa un personale linguaggio teatrale destinato a perdurare e a fare scuola. Gigi entra in scena con una cassa sulle spalle. La cassa, unico elemento scenografico, diventa lo scrigno della memoria dell’attore, come del suo pubblico. Nella cassa l’attore pesca casualmente e i propri ricordi diventano occasione irripetibile di gioco scenico. Il pubblico capisce al volo, sta al gioco, si diverte, si emoziona. In scena con lui, una “spalla” e un’orchestra di pochi elementi, sempre sollecitati a proporre lo stesso gioco attraverso la musica e le canzoni.

Nel corso di un triennio lo spettacolo viene presentato anche in tournèe e ne vengono realizzati un disco e un video

Nel 1978 è impegnato in due film: QUALCUNO STA UCCIDENDO I PIÙ GRANDI CUOCHI D’EUROPA di T. Kotchef e DUE PEZZI DI PANE di S. Citti.

Nel 1978 assume la direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma. Inaugura la stagione con la COMMEDIA DI GAETANACCIO, scritto da Gigi Magni, con musiche di P. Pintucci e dello stesso Proietti. Questo è un vero e proprio musical incentrato sulla figura di Gaetano Santangelo, burattinaio creatore di Rugantino. Oltre a proporre un affresco inconsueto della Roma papalina, Gaetanaccio rappresenta e rende moderni alcuni temi del teatro di sempre: l’amore, la fame, il contrasto col potere, la morte. Proietti ne è interprete, regista, produttore.

Anche di questo spettacolo si realizza un disco.

Il progetto del Teatro Brancaccio è la costituzione di un grande spazio teatrale veramente popolare al servizio della città. Con la sua neonata società di produzione, la Tre Tredici Trentatré S.r.l., fondata nel ’77, comincia a produrre spettacoli propri e di altri artisti. La sua attività di produttore sarà continua e parallela a quella di attore e regista.

La gestione del teatro Brancaccio coincide con la nascita del LABORATORIO DI ESERCITAZIONI SCENICHE DI ROMA, una scuola di teatro che in breve tempo riesce a costituire un’alternativa validissima all’Accademia Silvio D’Amico. La storia del Laboratorio si comprende in un arco di tempo che va dal’79 al’93. I cinque corsi della durata di un biennio diplomano decine di professionisti, che si distinguono nel panorama degli attori italiani per la loro preparazione e la loro versatilità. Il metodo di studio consiste infatti nel proporre all’allievo il confronto con una molteplicità di esperienze e discipline, sceniche e musicali. I docenti sono per lo più professionisti della scena attivi. Tra questi oltre a Proietti, anima e guida insostituibile, si avvicendano Sandro Merli, Annabella Cerliani, Vanna Polverosi, Paolo Panelli, Alvaro Piccardi, Arnoldo Foà, Ennio Coltorti, Virgilio Zernitz.....e tantissimi altri. Oltre all’attività didattica, il Laboratorio coinvolge gli allievi in allestimenti prodotti appositamente per offrire loro un confronto diretto con la realtà del palcoscenico e con il pubblico. Proietti ne cura la regia insieme agli altri docenti. Tra questi spettacoli si ricordano in particolare: CHI VIEN; IL DESIDERIO PRESO PER LA CODA, e un’edizione particolarissima de “L’OPERA DEL MENDICANTE” di J. Gay. Con questo spettacolo nel 1993 si chiude il Laboratorio.

Nella stagione ’79 ’80 riprende A ME GLI OCCHI, PLEASE.

Nel 1980 è protagonista de IL BUGIARDO di Goldoni. Uno spettacolo prodotto dal teatro Stabile di Genova e diretto da Ugo Gregoretti.

Per la stagione ’80 ’81 produce e dirige IL GATTO IN TASCA di G.Feydeau con Ugo Pagliai Paola Gassmann e Mario Carotenuto.

Per il cinema nel 1980 interpreta il film NON TI CONOSCO PIÙ AMORE DI S. Corbucci, insieme a Monica Vitti e Johnny Dorelli.

Nello stesso anno per la televisione è protagonista di uno sceneggiato in quattro puntate: FREGOLI diretto da P.Cavara, scritto da R.Lerici. Proietti è assolutamente convincente nell’interpretazione del grande attore trasformista.